Arrampicata e Bouldering

L’alpe Veglia offre anche svariate possibilità per chi ama l’arrampicata ed il bouldering.
A pochi minuti del rifugio infatti, in località La Balma, troverete una singolare palestra di roccia caratterizzata da un enorme masso erratico di gneiss molto lavorato, spaccata in due da una crepa a forma di saetta e sormontata da una croce.
Tutte le vie di arrampicata sono attrezzate con spit, e le soste sono dotate di catena e moschettone per la calata.
Le caratteristiche della roccia e di alcune vie rendono questa palestra particolarmente adatta anche ai principianti e corsi di arrampicata.
E per gli appassionati di bouldering, sempre in località La Balma, una miriadi di sassi sparsi tra le baite dell’alpe, offrono innumerevoli possibilità di arrampicata.

Alpinismo

Il Monte Leone è la vetta più alta delle Alpi Lepontine. La cima, sul confine tra il Piemonte e il Canton Vallese, domina la piana dell’Alpe Veglia. La via normale di salita è quella dal versante svizzero dal Passo del Sempione, la cui linea separa le Alpi Pennine dalle Alpi Lepontine. La via è impegnativa a causa della lunghezza e del dislivello mentre le difficoltà tecniche riguardano il tratto della cresta sud che porta alla cima. Non ci sono punti di appoggio lungo il percorso (rifugi o bivacchi).

Ecco alcune possibili vette nei dintorni del rifugio

  1. Da San Domenico, passando per la più frequentata pista sterrata, attraverso la frazione Nembro.
  2. Dall’Alpe Ciamporino percorrendo il sentiero che porta all’Alpe La Balma
  3. Dall’Alpe Devero, molto famosa, attaverso il colle di Valtendra
  4. Dal Sempione attraverso la bocchetta d’Aurona, ai piedi dell’omonima punta
  5. Dall’Alpe Vallé, salendo al Lago d’Avino e poi giù fino all’Alpe Veglia.
  6. Da Berisal, nel canton Vallese, attraverso la forchetta del Rebbio.
  7. Dall’Alpe Devero, molto famosa, attaverso il colle di Valtendra

Mountain Bike

Al rifugio Citta di Arona è possibile arrivare anche in MTB; nel primo tratto le pendenze sono significative ma si svolge su fondo bitumato o con ampie lastre di pietra che rende più agevole la salita; successivamente si incontra la sbarra che vieta il transito ad i veicoli a motore non autorizzati e quì hanno inizio “i dolori”: primo tratto difficilmente pedalabile (complimenti a chi lo compie!), a seguire alternanza di tratti ripidi e tratti di falsopiano sino a giungere alla cappella del Groppallo, quota 1.723. La parte più impegnativa ora è terminata, segue un saliscendi con panorami mozzafiato sulla gola scavata dal torrente Cairasca fino all’ingresso della piana dove un panoramico anello sterrato (percorribile in entrambi i sensi di marcia) consente un agevole giro della conca toccando i diversi nuclei di abitati che compongono l’Alpe Veglia.

Ecco alcune possibili percorsi nei dintorni del rifugio

  1. Da San Domenico, passando per la più frequentata pista sterrata, attraverso la frazione Nembro.
  2. Dall’Alpe Ciamporino percorrendo il sentiero che porta all’Alpe La Balma
  3. Dall’Alpe Devero, molto famosa, attaverso il colle di Valtendra
  4. Dal Sempione attraverso la bocchetta d’Aurona, ai piedi dell’omonima punta
  5. Dall’Alpe Vallé, salendo al Lago d’Avino e poi giù fino all’Alpe Veglia.
  6. Da Berisal, nel canton Vallese, attraverso la forchetta del Rebbio.

Escursioni

Una volta raggiunta la piana del Veglia e sistemate le proprie cose al Rifugio, passeggiate molto meno impegnative portano a scoprire siti come il Lago Bianco (mt 2.157), facilmente raggiungibile passando per l’Alpe la Balma, fino al “Pian dul Scricc” e poi a sinistra, ai piedi del Mottiscia; Il laghetto delle Streghe ed il laghetto delle Fate, alle pendici del Monte Leone immersi nel bosco di Larici e rododendri; il lago d’Avino (mt 2.246), al piede SO del Monte Leone, invaso artificiale in un contesto quasi lunare, fatto di pietraie e qualche teppa di erba e fiori di alta quota; ultima ma non meno importante la fonte di acqua ferruginosa naturalmente gasata, meta di molti incuriositi dal gusto molto particolare ed in alcuni casi curativo, in quanto molto ricca di ferro.Una volta raggiunta la piana del Veglia e sistemate le proprie cose al Rifugio, passeggiate molto meno impegnative portano a scoprire siti come il Lago Bianco (mt 2.157), facilmente raggiungibile passando per l’Alpe la Balma, fino al “Pian dul Scricc” e poi a sinistra, ai piedi del Mottiscia; Il laghetto delle Streghe ed il laghetto delle Fate, alle pendici del Monte Leone immersi nel bosco di Larici e rododendri; il lago d’Avino (mt 2.246), al piede SO del Monte Leone, invaso artificiale in un contesto quasi lunare, fatto di pietraie e qualche teppa di erba e fiori di alta quota; ultima ma non meno importante la fonte di acqua ferruginosa naturalmente gasata, meta di molti incuriositi dal gusto molto particolare ed in alcuni casi curativo, in quanto molto ricca di ferro. Ecco alcune possibili escursioni nei dintorni del rifugio

  1. Da San Domenico, passando per la più frequentata pista sterrata, attraverso la frazione Nembro.
  2. Dall’Alpe Ciamporino percorrendo il sentiero che porta all’Alpe La Balma
  3. Dall’Alpe Devero, molto famosa, attaverso il colle di Valtendra
  4. Dal Sempione attraverso la bocchetta d’Aurona, ai piedi dell’omonima punta
  5. Dall’Alpe Vallé, salendo al Lago d’Avino e poi giù fino all’Alpe Veglia.
  6. Da Berisal, nel canton Vallese, attraverso la forchetta del Rebbio.
  7. Dall’Alpe Devero, molto famosa, attaverso il colle di Valtendra
  8. Dal Sempione attraverso la bocchetta d’Aurona, ai piedi dell’omonima punta
  9. Dall’Alpe Vallé, salendo al Lago d’Avino e poi giù fino all’Alpe Veglia.
  10. Da Berisal, nel canton Vallese, attraverso la forchetta del Rebbio.